antiquari a Palermo

Oltre ai vari negozi di antiquari a Palermo anche Mercato delle Pulci di Piazza Domenico Peranni, 15 propone tantissimi tipi di mobili antichi. Qui si possono trovare fonografi, poltrone ma anche il casciabbancu, un antico mobile composto da una cassa e un sedile che serviva a conservare la biancheria da corredo. Ci sono poi i comodini palermitani chiamati rinalieri, o i mobili consolle con un ripiano largo coperto da una lastra di marmo sormontato da uno specchio con cornice damascata, detti suttaspecchio. Si possono anche trovare il cantaranu, un mobile a grandi cassettoni con ripiano rivestito in marmo, o dei caratteristici armadietti ad un’anta con specchio, dei pregiati attaccapanni in legno tornito o sofà in damascato, un oggetto d’arredo questo molto amato a Palermo. Nel mercato si trova anche il l’avamanu in ferro smaltato con bacinelle e anfore in pesante maiolica e tantissimi tavolini di ogni forma e sedie da poter abbinare.

Saper distinguere un mobile antico autentico da una copia è difficile, e ci vogliono anni di studio oltre ad un certo intuito. Quando ci si appresta ad acquistare un mobile bisogna quindi avere almeno alcuni accorgimenti in modo da capire se ci si trova di fronte ad una replica. Gli antiquari a Palermo o in qualsiasi altra città in cui comprate l’oggetto, devono conoscere l’epoca di costruzione e i restauri attraverso i quali è passato. Importanti sono anche la percentuale d’intervento poiché un buon pezzo non deve avere più del 33% di parti sostituite.
Si può cominciare con il riconoscere le essenze del legno poiché ognuna ha un particolare colore, peso, consistenza e venatura, dunque se l’antiquario non è preciso sul materiale, questo è un primo indizio sulla non autenticità del mobile. Subito dopo è bene prestare attenzione alla patina, ovvero alla colorazione particolare che ha assunto il legno a causa del tempo per la combinazione di cere e oliature. Questa non può presentarsi in modo uniforme poiché, il mobile è stato esposto in maniera diversa alla luce e di conseguenza avrà zone più chiare ed altre più scure. Un buon modo per fare una valutazione è guardare i cassetti, le serrature e le maniglie, nonché la presenza o meno di viti. Queste ultime in particolare devono essere osservate con attenzione poiché fino alla fine del 1700 la loro fabbricazione avveniva a mano, dunque se sono irregolare il mobile che abbiamo di fronte potrebbe essere autentico. Non si può essere altrettanto certi invece se la superficie è eccessivamente rovinata perché i falsificatori spesso esagerano danneggiandola intenzionalmente. Bisogna prestare molta attenzione anche ai forellini fatti dai tarli presenti in qualunque mobile antico specie in zampe, modanature, intarsi, fasce laterali dei cassetti e fondi. Quando si procede con il restauro questi vengono stuccati ma dalla direzione del reticolo di gallerie è possibile capire se sono stati provocati naturalmente dai tarli o meccanicamente da un falsario.
Un buon esperto antiquario capisce molte cose anche dalle proporzioni dell’oggetto in esame poiché uno falso ha delle dimensioni che non corrispondono alle caratteristiche funzionali. Parte essenziale sono soprattutto i piedi, ad esempio quelli a cipolla sono tipici del '600, tozzi e grandi e si differenziano da quelli dell’800, più piccoli e torniti o da quelli del '700 ovoidali. Solo un vero esperto riesce invece a riconoscere i mobili ritardatari, cioè quelli costruiti più tardi rispetto all’epoca a cui fanno riferimento dal punto di vista stilistico. In questo caso bisogna stare particolarmente attenti poiché non è detto che tale mobilia sia per forza falsa ma, poiché le mode si diffondevano nelle province con un certo ritardo, erano solo in ritardo sui gusti del momento.
Da Mercato delle Pulci si possono trovare mobili appartenenti a diverse epoche storiche.
1800-1840 stile Regency. I mobili tipici di questo periodo sono tavolini da studio e biblioteca in legno di pino con impiallacciature di palissandro e bambù. Si tratta di uno stile esotico ed eclettico per le decorazioni che richiamano motivi egizi, arabi, greci e cinesi, e che ha interessato in particolar modo l’Inghilterra.
1830-1848 stile Luigi Filippo. La caratteristica principale del periodo sono i mobili pesanti che utilizzano legni scuri, mentre mancano le decorazioni a eccezione di foglie e palmette poste sui braccioli e sulle gambe di sedie e tavoli. I motivo più usati e conosciuti sono quelli a “coscia di ranocchio” e la cornice a “tulipano”.
La fine dell’800 è caratterizzata dal Liberty o Art Nouveau. I mobili hanno linee esili e con decorazioni floreali o di insetti come la libellula, o con pallide figure femminili.
1805-1814 stile Impero. Si riferisce allo stile napoleonico per questo i mobili di quest’epoca hanno molte decorazioni con la lettera “N”, la corona d’alloro e l’aquila. Altri fregi tipici sono le vittorie alate, gli amorini, le sfingi e le cariatidi. Sono particolari i tavoli circolari sostenuti da un piede centrale o da piccole colonne, i divani con lo schienale e i braccioli sullo stesso livello, le sedie e le poltrone con schienali rivolti all’indietro e i letti simili al profilo di una barca.
1815-1848 stile Biedermeier. In questo periodo venivano usati legni di noce, betulla, frassino, larice, ciliegio e pero. I mobili hanno linee semplici e le decorazioni sono costituite da forme rettangolari, losanghe e arabeschi vegetali. Sono famose le sedie con schienale a foglia o a ventaglio e sedili imbottiti a tinta unita o a righe e a fiori.
1914-1930 stile Art Déco. È uno scuola molto particolare che usa le forme a zigzag. Molto presenti i tratti geometrici a scacchi, motivi a V e raggi solari, e intarsi di altri materiali come l’alluminio, l’acciaio e pelle di squalo e di zebra.
Nei negozi antiquari a Palermo si trovano anche mobili rustici della tradizione contadina del primo Novecento, caratterizzati da forme elementari e da una gran robustezza, e quelli del periodo della restaurazione. Quest’ultimo è lo stile tipico dei mobili francesi, con l’uso di linee più morbide, legni chiari e marmo colorato, costruiti nel periodo che va da Luigi XVIII a Carlo X. C’è poi lo stile così detto svedese, diventato famoso a partire dalla fine degli anni ‘50 del XX secolo, con mobili semplici e robusti per lo più realizzati in tek sia chiaro che scuro, con caratteristici angoli smussati e con sedili in pelle.