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antiquariato, vintage e oggetti d’arte Palermo

Mobili di antiquariato, vintage e oggetti d’arte a Palermo si trovano al Mercato delle Pulci, aperto tutti i giorni dalla mattina fino al tramonto, compreso i festivi. Sia turisti in visita alla città, ma anche gli appassionati di mobili antichi possono trovare in questa storica cornice tantissime occasioni interessanti da non lasciarsi scappare. Chi vuol dare un tocco unico alla propria casa, o portare con sé un pezzettino di Sicilia non può fare a meno di perdersi tra le botteghe che ospitano anche tanti artigiani del restauro. Una tappa imprescindibile che negli anni ha fatto parte attiva, anche da un punto di vista economico, del tessuto sociale della città. Palermo è un luogo ricco di storia, di cultura e di tantissime opere d’arte come la bellissima Cattedrale di Palermo dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, che si trova tra piazza Peranni e piazza del Papireto, sede del Mercato delle Pulci. Questo posto diventa quindi anche un’occasione per calarsi nella cultura siciliana e palermitana, nelle sue vie e nei luoghi che ne hanno fatto la storia. Un modo per capire anche l’arte dell’arrangiarsi, inteso nel senso più nobile, e che ha permesso la creazione di questo mercato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Oggi che il riciclo diventa sempre più importante il Mercato delle Pulci acquista valore anche da un punto di vista sociale, diventando un luogo in cui passato e presente s’incontrano indissolubilmente.

Mercato delle Pulci

Il Mercato delle Pulci di antiquariato, vintage e oggetti d’arte a Palermo ha una storia molto antica e interessante. Fu Giuseppe Virruso, raccoglitore di ferro e cuscinetti a sfere, che nel 1949 si recò una mattina col suo carrettino nella dimora dei principi Lanza di Trabia a Terre Rosse. Il factotum della casa diede all’uomo 250 lire per disfarsi di otto sacchi pieni di vecchi utensili in rame, che in casa occupavano solo posto e non venivano più usati. Virruso trascinò il pesante carico fino a piazza Marmi ma in meno di due giorni riuscì a vendere tutto e a guadagnare più di 15 mila lire, un vero gruzzoletto per l’epoca. Intuendo l’affare il rigattiere ogni pomeriggio iniziò a bussare ai portoni dei palazzi nobiliari del centro storico in cerca di oggetti usati da continuare a vendere. La brillante idea fu seguita anche da Saro Occhipinti e Michele Savasta, i quali iniziarono a dar vita a un piccolo mercato. Dopo due anni però, a causa dell’abbattimento della cinta muraria, i tre furono costretti a lasciare piazza Marmi e occuparono l’area comunale del Papireto ancora oggi la sede del mercato delle Pulci di Palermo. A questo punto i venditori diventarono sempre più numerosi, e non si vendevano solo oggetti di scarso valore ma anche tavoli e scrittoi del Settecento, ceramiche da farmacia del Seicento, dipinti di buona fattura, argenti sacri, cassettoni Luigi XIV.
Il mercato è diventato una grande attrazione turistica anche perché si trova nei pressi della bellissima Cattedrale di Palermo dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta in Cielo, tra piazza Peranni e piazza del Papireto. La prima prende il nome da Domenico Peranni sindaco di Palermo dal 1870 al 1873, mentre la seconda è così chiamata per via del lago in cui c’erano dei papiri che si formava nelle vicinanze.
Il mercato ha svolto una importante funzione di volano economico del territorio, poiché se è vero che da principio nacque dalla disperazione della guerra usando l’arte di arrangiarsi, con l’andare del tempo si è trasformato in un centro dell'antiquariato palermitano, del restauro e della ricostruzione del mobile d’epoca. Infatti, l’intera zona interno al mercato delle pulci ha iniziato a trasformarsi poiché sono stati aperti tanti negozi di antiquariato e di mobili d’epoca, contribuendo allo sviluppo di un artigianato di grande professionalità.

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